Libero Bizzarri
Descrizione

Libero Bizzarri nasce a Montalto delle Marche il 3 maggio 1926. Giornalista, docente, saggista e regista. Da giovane, svolge attività politica e giornalistica. Nel '49 si trasferisce a Roma, dove lavora alle redazioni dell' "Avanti", di "Mondo Operaio" e di "Lavoro". Comincia ad interessarsi al cinema, partecipando alle attività del Circolo italiano del cinema che raccoglie tutte le più eminenti personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Collabora a diverse riviste specializzate, appassionandosi soprattutto ai problemi economici e strutturali del settore. Insieme a Libero Solaroli è autore di un libro rimasto isolato nel panorama degli studi cinematografici: L'industria cinematografica italiana (Parenti, 1958). Sin dagli anni Cinquanta, inizia a realizzare cortometraggi dedicati alle più varie tematiche, fra le quali spicca la pittura. Partecipa a diversi festival cinematografici: Venezia, Berlino, Padova, Mosca, Karlovy Vary. Vincitore di alcuni riconoscimenti internazionali, nel '61 ottiene la candidatura all'Oscar per il cortometraggio “Boccioni e i futuristi”. Insegna al Centro Sperimentale di Roma ed è docente di Linguaggio Cinematografico all'Istituto Superiore di giornalismo e tecniche audiovisive. Svolge un'intensa attività dell'ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici); è tra i fondatori di "Cinema Democratico" e membro del Dipartimento Spettacolo del PCI. Si batte per il rilancio della produzione cine-televisiva e per la sua difesa dalla colonizzazione straniera. Nel '76 fonda la casa di produzione "Eagle Cinematografica", grazie alla quale si assicura una maggiore autonomia di lavoro. Nello stesso anno inizia a collaborare con la RAI, per la quale produce i suoi lavori più significativi: Le repubbliche partigiane, La vera storia del Generale Custer, Enrico Mattei, Badoglio, oltre alla regia di varie rubriche, tra cui una serie di “Di tasca nostra”. Al momento della scomparsa, il 31 marzo 1986, stava lavorando alla serie “I protagonisti del nostro tempo”, incentrata sugli italiani che hanno raggiunto posizioni preminenti nel mondo.